Di seguito, suddivise per argomenti principali, tutte le dichiarazioni rilasciate questo pomeriggio in conferenza stampa a Casteldebole dall’allenatore rossoblù Raffaele Palladino alla vigilia di Parma-Bologna, gara valida per l’11^ giornata di Serie A Enilive 2026-2027 in programma domani alle 18.
Un campione bolognese (e rossoblù) – «Credo sia bello e doveroso aprire questa conferenza facendo i complimenti a Kimi Antonelli, un grandissimo campione. È un’eccellenza di Bologna, siamo tutti contenti e ci congratuliamo con lui e il suo staff: vorrei che ci venisse a trovare al centro sportivo e allo stadio».
Tre successi di fila – «Le vittorie portano entusiasmo, energia positiva e autostima. Noi dobbiamo vivere e cavalcare queste cose, ma serve equilibrio nei giudizi dopo le vittorie così come dopo le sconfitte: un mese fa non eravamo scarsi, oggi non siamo fenomeni. Ci prendiamo il buono, siamo contenti, stiamo crescendo e ho sensazioni positive per il futuro. Arriveranno però sconfitte e momenti di difficoltà, anche lì dovremo essere equilibrati nelle analisi. Iniziamo da domani: ci attende una partita tosta contro un avversario reduce da un successo netto e importante a Bergamo».
Derby alle porte – «Ci aspettiamo un Parma con entusiasmo e autostima: sono una squadra fisica, intensa, sempre difficile da affrontare nel suo stadio. Sarà una gara delicata e non facile, bisognerà essere pronti a tutto: servirà una buona fase offensiva, di possesso palla, riconoscendo quando si difenderanno bassi e quando ci verranno a prendere forte. Dovremo fare una partita giusta e tosta, per noi sarà un’ulteriore prova di maturità».
Ribaltone incredibile – «Il mio obiettivo era dare un’identità chiara alla squadra in fase sia di possesso che di non possesso: in questo mese e mezzo abbiamo fatto grossi miglioramenti, merito dello staff e di chi lavora con me. Ho un gruppo recettivo, che mi segue, qualsiasi cosa vado a proporre i ragazzi rispondono nell’immediatezza: in così poco tempo non mi aspettavo certi cambiamenti, sono stati fatti passi da gigante».
Ogni cosa a suo tempo – «Per il mercato di gennaio è presto, siamo molto distanti. Intanto voglio dire che credo in questo gruppo e in questi giocatori, sono contento di loro. Poi, come normale, quando sarà il momento parlerò con la società: sono venuto qua per costruire e portare avanti un progetto duraturo. Ora però focalizziamoci solo sui prossimi impegni».
Ballottaggio in avanti – «Dovbyk sta lavorando con la squadra e sabato scorso ha dato buone risposte quando è entrato: lui, Odgaard e anche Piccoli, che durante la settimana è tornato in gruppo, sono a disposizione. Aspettiamo il rientro di Enem, senza dimenticare De Silvestri e Holm».
Parma, ricordi agrodolci – «La mia esperienza a Parma è stata bella e formativa, in un gruppo di amici che si sentono ancora oggi, essendo nato un legame forte. Siamo arrivati a toccare l’Europa e poi purtroppo c’è stato il fallimento, una pagina nera del calcio italiano. Ci siamo sentiti abbandonati da tutti, è stato brutto vedere le persone non percepire lo stipendio: un anno davvero triste, ma che a livello umano ha fortificato la nostra unione».
Possibile turnover – «Uno dei miei compiti è creare una sana competizione tra i ragazzi: non esistono titolari e riserve, solo l’allenamento quotidiano e ciò che dimostrano. Io posso cambiare formazione ogni settimana, fermo restando l’equilibrio che alla base ci deve sempre essere. Specialmente nel reparto offensivo siamo tanti ma anche forti, quindi va bene così, sta a me far coesistere tutti».
Aspetti da migliorare – «Penso in primis alla fase del palleggio e del possesso, possiamo fare meglio perché la squadra riesce a capire quando tenere il pallone, quando giocare nell’altra metà campo, quando serve schiacciare l’avversario e quando andare in verticale. E poi vorrei riempire di più l’area, con più gol dai quinti, dai trequartisti e dalle prime punte… Si deve alzare soprattutto lo score degli attaccanti, perché tenere le gare in bilico non è mai positivo».
Nuova sosta alle porte – «In questi casi c’è la preoccupazione per chi va via e magari può infortunarsi, dato che con le Nazionali ci si allena poco e si gioca tanto. Quelli che restano, invece, li ammazzo di lavoro (sorride, ndr), aumento i carichi di lavoro per migliorare la loro condizione fisica. Comunque il fatto di avere tanti giocatori in Nazionale è un merito della società e un orgoglio».
Odgaard prezioso – «Negli ultimi due match ha svolto un grande lavoro, pulendo tante palle sporche. Mi sta piacendo molto la sua attitudine nel ruolo di centravanti, è un ragazzo applicato e generoso che sta crescendo e deve continuare così. Questa squadra era abituata a giocare con le ali aperte, ora cerchiamo di stare più dentro al campo e la prima punta è fondamentale per il gioco».
Cambiaghi, manca ‘solo’ il gol – «Ho parlato poco fa con Nicolò, ci siamo confrontati e gli ho detto che pure la Nazionale ha bisogno dei suoi gol, così come il Bologna. L’ho stimolato a riempire di più l’area, in questo momento devo farglielo vedere come allenatore. Però non posso dirgli nulla per come si allena e gioca, visto il suo rendimento sono sicuro che i gol arriveranno. Anch’io finivo le stagioni con due-tre reti, poi un grande maestro mi ha spiegato alcune cose e sono migliorato».
Si torna a parlare d’Europa – «Sono contento, se me l’avessero detto un mese fa non ci avrei creduto. Noi però non dobbiamo parlare né di Europa né di salvezza, ma solo essere equilibrati in quello che facciamo, prendendo tutto partita per partita: dobbiamo creare la mentalità del potercela giocare con tutti, senza guardare la classifica. Non voglio smorzare i toni, sono felice che ci sia entusiasmo, ma come detto dovremo restare uniti anche nei momenti di difficoltà».
Bernardeschi, niente azzurro – «Federico sta facendo ottime cose, ha grande personalità ed è in fase di crescita fisica e tecnica. Lui è tranquillo e sereno, ha le spalle larghe e sa che giocando così potrà tornare ad ambire alla Nazionale, così come Orsolini e altri: dev’essere il loro obiettivo».
Gerarchie in mediana – «Pobega e Ferguson stanno molto bene, ma dietro di loro ci sono elementi importanti come Moro ed El Azzouzi che stanno lavorando nel modo giusto e meritano un’occasione».


