Ci sono due brutte sconfitte da farsi perdonare, per il Bologna, che dopo i sei gol incassati in trasferta fra Aston Villa e Juventus fa ritorno al Dall’Ara e ospita la Roma: da un lato l’obiettivo è blindare l’ottavo posto senza perdere di vista il settimo dell’Atalanta, dall’altro c’è voglia di mettere un po’ di pressione alla Juventus in chiave quarto posto Champions. Italiano, privo di Skorupski, Casale, Bernardeschi e Dallinga, presenta un’importante novità tattica e schiera i suoi secondo un 3-4-3 che vede Ravaglia in porta, Lucumí insieme ai norvegesi Heggem ed Helland in difesa, Joao Mario e Miranda larghi sulle fasce con Freuler e Ferguson interni, e davanti un tridente formato da Orsolini, Castro e Rowe. Gasperini, senza Koné, Pellegrini, Dovbyk e Ferguson, risponde in maniera quasi speculare proponendo un 3-4-2-1 guidato in mediana da Cristante ed El Aynaoui e completato in avanti da Malen, supportato sulla trequarti da Soulé e Pisilli.
Purtroppo fin dalle prime battute si capisce come i buoni propositi della vigilia, sul fronte felsineo, siano rimasti tali, coi capitolini liberi di fare il bello e il cattivo tempo. Emblematica l’azione che già al 7’ porta al gol il solito Malen: Lucumí esce alto a contrastare Wesley ma la palla carambola sui piedi di El Aynaoui, che in mezzo a tante belle statuine rossoblù imbuca per l’olandese, bravo a controllare in corsa e a battere Ravaglia con un piattone all’angolino. I padroni di casa non vanno oltre un paio di iniziative di Castro e Rowe, così gli ospiti controllano la situazione senza affanni e al 26’ sfiorano il raddoppio ancora con Malen, che scappa via sul filo del fuorigioco ma una volta arrivato davanti a Ravaglia ‘scucchiaia’ a lato.
Al 32’, finalmente, si fa vivo Orsolini, che duetta con Castro entrando in area e scarica una botta di destro che Svilar neutralizza coi piedi. Al 37’ un velenoso mancino di Malen viene deviato in corner e per il BFC è concreta la possibilità di andare al riposo sotto solo di misura, ma proprio all’ultimo secondo ecco il patatrac: Joao Mario e compagni cincischiano su un pallone vagante e favoriscono l’avanzata di Wesley, il cui traversone basso è lungo per tutti ma non per Malen, che lo raccoglie sul versante opposto e con una gran trivela consente ad El Aynaoui di insaccare il comodo raddoppio. Lo spettacolo è imbarazzante e il Dall’Ara, dopo mesi di affetto e sostegno pressoché incondizionato, ricopre la squadra di sonori fischi.
La ripresa comincia con Zortea, Odgaard e Rensch dentro al posto di Miranda, Castro e Celik, e con un Bologna che se non altro tiene il campo in maniera un po’ più decorosa, favorito da una Roma che bada soprattutto a difendere il solido vantaggio. Al 10’ Orsolini si mette in proprio, converge sul suo sinistro ma calcia alto, poi al 15’ lo stesso ‘Orso’ cerca lo specchio di potenza sugli sviluppi di un piazzato ma colpisce la traversa a Svilar battuto. Passano altri cinque minuti e il portiere giallorosso deve mettere i guantoni su un insidioso cross di Ferguson, quindi l’azione prosegue e Rowe ci prova dalla distanza con una staffilata centrale. Di fatto le folate offensive dei felsinei finiscono lì, e si apre una lunga fase che conduce stancamente e mestamente verso il triplice fischio dell’arbitro Di Bello.
Tra una sostituzione e l’altra (ecco De Silvestri, Vitik e Cambiaghi da un lato, Ghilardi, Vaz e Dybala dall’altro) si arriva nel recupero, quando Odgaard aggredisce l’area di rigore e dalla linea di fondo serve a De Silvestri un ‘cioccolatino’ che il capitano non riesce a scartare a due passi dalla porta sguarnita. È la fotografia di una partitaccia, all’interno di un periodaccio, sul finire di quella che non può essere definita una stagionaccia ma di sicuro nemmeno una stagione positiva e soddisfacente (9 sconfitte casalinghe sono un’enormità), pur senza fare drammi e con tutte le attenuanti da considerare. Il campionato, salvo improvvisi sussulti, termina qui, e (non) giocando così per i rossoblù sarà dura anche chiudere nei primi dieci posti. E all’orizzonte si prefigura un’estate in cui forse non si dovrà attuare una rivoluzione ma cambiare tanto sì, assolutamente sì.
BOLOGNA-ROMA 0-2
BOLOGNA (4-2-3-1): Ravaglia; Helland (32’ st Vitik), Lucumí, Heggem; J. Mario (20’ st De Silvestri), Freuler, Ferguson, Miranda (1’ st Zortea); Orsolini (32’ st Cambiaghi), Castro (1’ st Odgaard), Rowe.
A disp.: Franceschelli, Pessina, Casale, Lykogiannis, Moro, Pobega, Sohm, Castaldo, Dominguez.
All.: Italiano
ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso (16’ st Ghilardi); Celik (1’ st Rensch), Cristante, El Aynaoui, Wesley; Soulé (16’ st Vaz), Pisilli; Malen (31’ st Dybala).
A disp.: De Marzi, Gollini, Angeliño, Tsimikas, Ziolkowski, El Shaarawy, Venturino, Zaragoza.
All.: Gasperini
Arbitro: Di Bello di Brindisi (VAR Maresca, AVAR Meraviglia)
Ammoniti: 1’ pt Hermoso (R), 21’ st Rensch (R), 24’ st El Aynaoui (R)
Espulsi: –
Marcatori: 7’ pt Malen (R), 47′ pt El Aynaoui (R)
Recupero: 2’ pt, 4’ st
Note: 28.961 spettatori
Simone Minghinelli
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Foto: Emmanuele Ciancaglini/Getty Images (via OneFootball)



