Ci sono notti che entrano di diritto nella storia di un club e di una città, e quella del 9 aprile 2026 è senza dubbio una di quelle, perché in un Dall’Ara da 32 mila spettatori il Bologna si gioca l’accesso alle semifinali di Europa League, la vecchia Coppa UEFA per la terza volta nella sua storia: nel 1991 contro lo Sporting Lisbona andò male, nel 1999 contro il Lione l’esito fu positivo. Stavolta di fronte nei quarti c’è l’Aston Villa, già sfidata due volte nelle ultime due stagioni ma sempre a Birmingham, e per la gara d’andata Italiano schiera praticamente tutti i titolarissimi ad eccezione dell’infortunato Skorupski: in porta Ravaglia, in difesa Joao Mario, Heggem, Lucumí e Miranda, a centrocampo Ferguson, Freuler e Pobega, in attacco Bernardeschi, Castro e Rowe. Dall’altra parte Emery, tecnico più vincente di ogni epoca in questo torneo con la bellezza di quattro successi, disegna invece un 4-4-2 col campione del mondo Martinez tra i pali, una retroguardia formata da Cash, Konsa, Pau Torres e Digne, la coppia McGinn e Buendia alti sulle fasce, Onana e Tielemans nel mezzo e davanti il tandem Rogers-Watkins. Più carica che mai la Curva Andrea Costa, che sfodera una marea di bandiere e lo striscione «Magico Bologna vinci per noi», spettacolare la coreografia creata dal Centro Bologna Clubs nei Distinti, coi tifosi colorati di bianco, rosso e blu a formare la scritto «Dai Bologna!!».
Dopo un minuto di silenzio in memoria di Mircea Lucescu, scomparso martedì a 80 anni, il match comincia e si sviluppa col pallino del gioco saldamente nelle mani del BFC, che al 6′ spaventa gli avversari tramite un’incursione in area di Rowe che però non riesce a trovare il varco per calciare. Brutta notizia per Italiano, invece, al 14′, quando Lucumí viene ammonito per un fallo evitabile su Buendia: diffidato, salterà il ritorno. Al 21′ altro importante squillo felsineo: prima Miranda imbuca per Castro ma l’argentino cicca la conclusione in diagonale, quindi la sfera arriva sull’esterno a Bernardeschi che la mette subito al centro, dove Miranda impegna severamente Martinez con una rovesciata mancina. I tifosi si scaldano, i ritmi salgono e al 26′, almeno all’apparenza, i padroni di casa passano in vantaggio: fuga di Rowe verso la porta inglese e assist per Castro, che da ottima posizione scarica un piattone sinistro sbilenco deviato nella propria porta da Konsa. La palla entra per pochi centimetri e l’arbitro segnala il gol, ma poi lo annulla sempre per questione di centimetri, quelli che il VAR ravvisa per certificare il fuorigioco dello stesso numero 9. Il Bologna però non si perde d’animo e al 30′ costruisce un’altra ghiotta chance per segnare: splendido traversone in trivela di Rowe, stoccata volante di Ferguson e clamorosa traversa. L’Aston Villa risponde solo al 38′ con una botta a fil di palo di McGinn, mentre al 43′ Onana si ritrova libero a due passi da Ravaglia su traiettoria da corner ma vede il suo tiro-cross ribattuto. I rossoblù protestano per un blocco illegale in area ma Scharer lascia proseguire, e sull’angolo seguente gli ospiti vanno in rete: traiettoria di Tielemans, brutta uscita a vuoto di Ravaglia, marcatura disattenta di Lucumí e testata nel sacco di Konsa. Il punteggio è inaccettabile per quanto visto in campo, ma il calcio è – anche – questo e così si va al riposo sullo 0-1.
Purtroppo la ripresa non inizia in modo diverso, perché i felsinei approcciano bene e sfiorano il pareggio ma a far festa sono gli avversari. Al 3′ un furibondo coast to coast di Rowe libera alla conclusione Pobega, il cui mancino sfila non lontano dalla traversa. Al 6′, però, un passaggio alto in orizzontale di Miranda viene gestito male da Heggem, che fa sbattere il pallone su Buendia e favorisce Watkins: per l’inglese è un gioco da ragazzi trafiggere Ravaglia e siglare lo 0-2. Altro errore imperdonabile e mazzata tremenda, con Rogers che all’11’ va addirittura vicino al tris con una sassata da fuori di poco alta. Ferguson e compagni provano faticosamente a rialzarsi e al 17′ Rowe, il migliore, spaventa Martinez con un destro a giro dal limite, ma al 21′ serve una tempestiva uscita bassa di Ravaglia per arginare una pericolosa avanzata di Watkins. Italiano si gioca anche le carte Orsolini e Moro e passa ad un 4-2-3-1 a trazione ultra offensiva, ma il dio del calcio stasera sta guardando altrove: al 33′ ennesima fuga di uno strepitoso Rowe, appoggio per Bernardeschi e mancino del fantasista sul palo, al 37′ staffilata dell’ex Marsiglia e parata da campione di Martinez, e al 39′ tentativi di Joao Mario e Miranda neutralizzati da Pau Torres e Martinez. L’unico che sembra davvero in grado di cambiare le cose, manco a dirlo, è l’indomabile Rowe: al 45′ spaccato il numero 11 scocca un dardo che si infila nell’angolino lontano senza dare scampo a Martinez. La squadra torna in corsa e il Dall’Ara si rianima, ma proprio nell’ultima azione del match l’Aston Villa guadagna un corner e i rossoblù decidono che marcare non è necessario. E così Watkins si presenta solissimo davanti a Ravaglia, raccoglie senza affanni il cross di Tielemans e appoggia la sfera in rete: 1-3 e tanti saluti a tutti.
La partita termina e il Bologna si prende gli applausi affettuosi del suo meraviglioso pubblico, sicuramente giusti per la bella e generosa prova collettiva, che avrebbe meritato un finale molto diverso. C’è poco da applaudire, però, pensando ai tre gol subiti, non degni di un palcoscenico del genere e rovinosi, specie il terzo a tempo ormai scaduto, in ottica gara di ritorno e qualificazione. Una qualificazione che, salvo miracoli, appare già compromessa, e la cosa che fa più male è pensare che in sostanza è stata presa e regalata ad un’avversaria sì forte e più esperta ma non a tal punto da giustificare un passivo così pesante. Il campo ha mostrato qualcosa di diverso rispetto al verdetto sparato in maniera impietosa dal maxischermo dello stadio, ma come sempre chi vince festeggia e chi perde spiega: le chiacchiere, ahinoi, se le porta il vento, tra una settimana al Villa Park servirà un’impresa epocale.
BOLOGNA-ASTON VILLA 1-3
BOLOGNA (4-3-3): Ravaglia; J. Mario, Heggem, Lucumí, Miranda; Ferguson (22′ st Orsolini), Freuler (45′ st Cambiaghi), Pobega (22′ st Moro); Bernardeschi, Castro (37′ st Odgaard), Rowe.
A disp.: Pessina, Franceschelli, Casale, Zortea, Sohm, Castaldo.
All.: Italiano
ASTON VILLA (4-4-2): Martinez; Cash, Konsa, P. Torres, Digne; McGinn, Onana (35′ st Bogarde), Tielemans, Buendia (43′ st Bailey); Rogers (43′ st Maatsen), Watkins.
A disp.: Bizot, Wright, Lindelof, Mings, Elliott, A. Garcia, Abraham, D. Luiz.
All.: Emery
Arbitro: Scharer, Svizzera (VAR San, AVAR Fahndrich)
Ammoniti: 14′ pt Lucumí (B), 20′ st Pobega (B), 40′ st Rogers (A)
Espulsi: –
Marcatori: 44′ pt Konsa (A), 6′, 49′ st Watkins (A), 45′ st Rowe (B)
Recupero: 3′ pt, 4′ st
Note: 31.646 spettatori
Simone Minghinelli
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Foto: Alessandro Sabattini/Getty Images (via OneFootball)



