25/08/2026
Giuseppe Anaclerio
Il pepe di Pepè, OneFootball

Bologna, esordio sfortunato con troppe tensioni dentro e fuori dal campo: servono pazienza, fiducia la disponibilità di tutti

Tempo di Lettura: 3 minuti

Il Bologna ha provato in tutti i modi ad evitare di cominciare il suo campionato con una sconfitta casalinga ma purtroppo, complice anche un po’ di sfortuna, non ci è riuscito. Peccato, perché un k.o. al Dall’Ara non è il miglior modo per aprire le danze. E gare del genere, che per diverse ragioni non si riescono a vincere, andrebbero almeno pareggiate. Come detto, ieri i rossoblù hanno tentato di riacciuffare la Lazio e avrebbero anche meritato di farlo, perché nella ripresa hanno avuto quattro occasioni clamorose e gli ospiti devono dire grazie a Mandas se sono tornati a casa col bottino pieno.

Il risultato finale condiziona molto i giudizi, funziona sempre così seppur sia sbagliato: se i ragazzi di Tedesco avessero offerto la stessa prestazione ma fossero usciti vittoriosi anche solo di misura, molte critiche non sarebbero arrivate. Più in generale non mi piace il clima che ho percepito attorno alla squadra in queste settimane. C’è grande scetticismo su tutti i movimenti di mercato, le cessioni vengono vissute malissimo e i nuovi acquisti accolti col sopracciglio alzato. Il recentissimo passato è la più concreta testimonianza di come il club sappia lavorare bene e che l’interesse della società non siano solamente gli utili, eppure ci sono tifosi che sembrano aver già rimosso le ultime stagioni e sono sempre pronti a puntare il dito.

Bisognerebbe che tutti quanti si rendessero conto di alcuni elementi oggettivi, per esempio che certi giocatori sono così forti che è quasi impossibile sia trattenerli che sostituirli in maniera adeguata (Calafiori è il maggior rappresentante di questa categoria). Ciò non significa che il BFC non abbia ambizioni: questa società meriterebbe solamente sostegno e fiducia, invece sento prevalere una negatività infida che rischia di intossicare il gruppo, in particolari i nuovi arrivati. Ci si è avvicinati al match di ieri parlando solo del mercato, Bologna-Lazio sembrava quasi marginale.

In particolare l’attenzione l’ha calamitata Rowe, per il quale l’Atalanta ha avanzato un’offerta importante. Apriti cielo! Lo stesso Rowe che un’estate fa veniva guardato con perplessità perché chiamato a non far rimpiangere Ndoye, l’eroe della terza Coppa Italia, adesso dev’essere dichiarato incedibile perché senza di lui il Bologna è perso. Allo stesso tempo Tedesco, che era stato accolto da tanti come un messia, dopo la partita di ieri è già stato bollato come un tizio qualunque che non sa fare bene il suo mestiere. Sono le assurdità del calcio a cui non mi abituerò mai.

È molto presto per fare qualsiasi pronostico, io penso comunque che anche quest’anno il BFC lotterà per le posizioni nobili. Se invece non sarà così e assisteremo ad un’annata di transizione, la mia domanda è una: quale sarebbe il problema? Questo è il Bologna. Si cerca ogni anno di allestire squadre competitive, a volte va molto bene e altri anni si fatica di più. Il supporto nei confronti di squadra e società, però, non dovrebbe mai mancare.

Fatta questa lunga premessa, veniamo alla partita. Qualche scelta di formazione ha fatto discutere, ma io penso che sia stata solo questione di forma fisica. El Azzouzi, ad esempio, probabilmente ad oggi è più avanti di Moro, ma è probabile che nel corso della stagione il croato troverà più spazio, anche perché il marocchino non sembra avere lo spessore e le caratteristiche adeguate per ricoprire quel ruolo. A me ha convinto poco anche Odgaard, impiegato a centrocampo perché Bernardeschi ha fatto capire di non voler fare la mezzala: è stata una presa di posizione forte e un po’ tardiva, che non mi aspettavo da uno di quegli elementi che dovrebbe fare il leader e dare il buon esempio mettendosi a disposizione. La tendenza che alcuni giocatori carismatici hanno di mettersi di traverso quando arriva un nuovo mister non riesco a capirla, sono proprio i singoli da cui ci si aspetterebbe un bagno di umiltà di cui possa beneficiare tutta la squadra. Se è vero che Bernardeschi vuole fare solamente l’esterno e Tedesco al momento vede Orsolini titolare in quella posizione, la conseguenza è che ‘Berna’ partirà in panchina e forse non avrà l’umore alle stelle. Problemi come questi andrebbero evitati sempre, a maggior ragione quando una squadra deve ancora trovare l’amalgama.

Concludo così: è evidente che Bologna sia un cantiere aperto, i giocatori stanno cercando di fare ciò che vuole Tedesco e ci vorrà un po’ di tempo perché gli automatismi entrino nella testa e nelle gambe di ognuno. Ci vuole tempo e dunque pazienza. Riusciamo ad averne almeno un po’?

Pepè Anaclerio

© Riproduzione Riservata

Foto: Marco Rosi/SS Lazio/Getty Images (via OneFootball)

Condividi su: