12/10/2026
Simone Minghinelli
Il punto di Mingo, OneFootball

Poche certezze e tante sorprese, la Serie A 2026-2027 diverte e non scopre le carte

Tempo di Lettura: 4 minuti

Le prime 6 giornate della Serie A 2026-2027, insolitamente contraddistinte da spettacolo e divertimento, ci hanno regalato una solida certezza e una grande sorpresa al vertice della classifica. La certezza è l’Inter di Chivu, partita col favore dei pronostici vista la forza della propria rosa e già in grado di inanellare 5 vittorie e un pareggio. La sorpresa è invece la Lazio del nuovo corso Gattuso: dopo aver iniziato malissimo la stagione, uscendo subito dalla Coppa Italia per mano del Mantova, i biancocelesti hanno reagito e tenuto lo stesso ruolino di marcia dei nerazzurri, affiancandoli a 16 punti. Due, in particolare, gli uomini copertina: da un lato il solito Lautaro Martinez, 4 gol e il solito spirito da capitano indomabile, dall’altro l’ex di turno Frattesi, 3 reti e una serie di prestazioni che gli hanno anche fatto riconquistare la Nazionale.

Ph. Marco Rossi/SS Lazio/Getty Images (via OneFootball)

Sul terzo gradino del podio, a quota 14, attualmente c’è la Roma di Gasperini, che grazie a prestazioni notevoli sul piano del collettivo e ai lampi di Malen e Dybala ha già saputo avanzare una candidatura importante per i piani alti. Ma visto che si parlava di sorprese, quella ancor più clamorosa si chiama Cagliari: gli uomini dell’ottimo Pisacane sono al quarto posto con 13 punti, continuano ad inanellare risultati utili e non sembrano avere alcuna intenzione di fermarsi, col chiaro intento di diventare la mina vagante del campionato.

Ph. Marco Luzzani/Getty Images (via OneFootball)

Appena sotto, in quinta e sesta posizione, ci sono Milan (12) e Juventus (11), per le quali è lecito fare un discorso simile: sia i rossoneri, passati in estate nelle mani di Amorim, sia i bianconeri, che hanno confermato Spalletti, non riescono ancora a convincere a pieno in termini di gioco, identità e continuità, alternando prove positive ad altre in cui fanno capolino i limiti del recente passato. Non si può dire lo stesso del Como, anch’esso a quota 11, che con Fabregas al timone e una rosa piena di giovani talenti rappresenta una delle realtà più interessanti del nostro calcio (se ne sono accorti anche in Champions League, con il Lipsia travolto 4-1 all’esordio), mentre permangono dubbi su quella che potrà essere la reale crescita del Napoli targato Allegri, ora ottavo con 10 punti e un po’ troppo dipendente dai colpi dei suoi migliori singoli.

Ph. Marco Luzzani/Getty Images (via OneFootball)

Appaiato ai partenopei troviamo il Frosinone, altra bella rivelazione di questo primo scorcio di torneo: la squadra di Alvini, neopromossa, va sempre in campo con spirito arrembante e senza alcun timore reverenziale, mettendo in luce una serie di ragazzi dal potenziale elevato. Bene pure il Sassuolo (8), con Aquilani che ha subito preso saldamente in mano le redini di un gruppo validissimo e sta facendo permeare il suo credo, lo stesso che gli era valso tanti elogi l’anno scorso a Catanzaro. Più in affanno l’Atalanta (6), ancora immersa in un processo di profondo cambiamento di stile di gioco e mentalità dopo aver affidato la panchina a Sarri, una scelta di rottura rispetto alle precedenti gestioni tecniche.

Ph. Giuseppe Bellini/Getty Images (via OneFootball)

A quota 6 c’è pure il Lecce di Di Francesco, che apre una zona di classifica occupata da formazioni più o meno in difficoltà. I salentini, autori di un discreto avvio, hanno via via rallentato e si sono fatti riprendere. Innanzitutto dal Bologna (5 punti), che proprio al Via del Mare ha trovato il suo primo successo stagionale e scacciato una parte dei fantasmi che iniziavano ad aleggiare minacciosi: per usare le parole di mister Palladino, che ha sostituito Tedesco dopo appena un poker di gare, il campionato dei rossoblù è appena cominciato. A seguire ci sono Udinese e Torino, entrambe a quota 4, che tra continuità (Runjaic) e novità (Abate) devono dimostrare coi fatti di avere ambizioni diverse rispetto al solito piazzamento mediano senza carne né pesce.

Ph. Emmanuele Ciancaglini/Getty Images (via OneFootball)

Il gruppone delle compagini a 4 punti prosegue con un’altra neopromossa, il Monza, che ha dato l’ennesima chance a Juric e per quanto visto finora avrebbe meritato qualcosa in più. Ecco poi il Genoa, coerente nel difendere ad oltranza la posizione di De Rossi malgrado una partenza choc, e il Parma, che invece durante la sosta per gli impegni delle Nazionali ha rotto con Cuesta e ingaggiato il grande ex Gilardino. E a proposito di avvicendamenti, dopo aver speso circa 80 milioni sul mercato estivo e aver perso 3 partite su 3, la Fiorentina ha silurato Grosso e richiamato Vanoli, che se non altro ha messo in cascina una vittoria e un pareggio. Fanalino di coda, infine, il Venezia, ancora fermo a 0 ma con Stroppa confermato alla guida: è presto per fare calcoli e sparare sentenze, ma di certo i lagunari dovranno cambiare marcia rapidamente se non vorranno ripiombare subito in Serie B.

Ph. Gabriele Maltinti/Getty Images (via OneFootball)

Simone Minghinelli

© Riproduzione Riservata – Disponibile anche sul nuovo numero di Bologna Rossoblù Magazine

Foto copertina: Paolo Bruno/Getty Images (via OneFootball)

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