Il Bologna ha vinto. Lo scrivo subito, prima che comincino i però.
Siamo andati al Via del Mare per non affogare. Che dopo cinque giornate senza vittorie, a pensarci bene, era già un programma abbastanza ambizioso.
Perché noi siamo diventati bravissimi con i però. Abbiamo vinto, sì, però era il Lecce. Però Pessina. Però dietro balliamo. Però adesso arriva l’Inter. Però Orsolini si è fatto male. Che sono tutte osservazioni legittime, per carità, ma mi piacerebbe capire quando abbiamo deciso che per essere contenti di una vittoria dobbiamo prima dimostrare che se la meritava.
A Lecce è successo un po’ di tutto. Orsolini ha fatto un gol che normalmente uno prova alla PlayStation, poi Pessina ci ha ricordato che il calcio è uno sport praticato da esseri umani, e infine è arrivato Enem, che ha segnato proprio quando stavamo cominciando a pensare che anche stavolta sarebbe andata come al solito.
Ecco, come al solito.
Fino a qualche anno fa, per noi, come al solito significava giocare discretamente, sbagliare qualcosa di incomprensibile, tornare a casa con poco o niente e passare la settimana a discutere di chi avremmo dovuto comprare a gennaio.
Poi sono arrivati gli anni belli. Quelli in cui abbiamo cominciato a pretendere qualcosa, e avevamo anche ragione. Ci siamo abituati a vincere, a giocare bene, perfino a lamentarci perché vincevamo senza giocare abbastanza bene. Una forma di benessere che il tifoso bolognese, per ragioni storiche, non era particolarmente attrezzato a gestire.
Adesso siamo qui. Alla sesta giornata, a festeggiare la prima vittoria in campionato contro il Lecce, soffrendo fino all’ultimo minuto e finendo pure in dieci. E io, a dirla tutta, sono contento.
Non perché questa partita abbia risolto qualcosa. Non credo proprio. Ma perché ogni tanto bisognerebbe concedersi il lusso di essere felici anche quando le cose non sono ancora a posto. Senza dover aggiungere una previsione, una spiegazione, una tabella con i punti mancanti.
Mi sembra che facciamo così anche fuori dal calcio. Troviamo un lavoro, però potrebbe andare meglio. Ci prendiamo una vacanza, però dura poco. Raggiungiamo qualcosa che desideravamo da mesi e dopo cinque minuti stiamo già pensando a quello che manca.
Il Bologna ha vinto. Non ha risolto i suoi problemi e probabilmente sabato, contro l’Inter, ne scopriremo degli altri.
Però ha vinto.
Anzi, no.
Ha vinto e basta.
Riccardo Astolfi
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Foto: Maurizio Laganà/Getty Images (via OneFootball)

