I voti ai protagonisti di Atalanta-Bologna 1-0.
Skorupski 5 – Una serata che fino al tramonto del match rasentava la più tranquilla ordinaria amministrazione. Chiamato in causa soltanto da un tentativo senza troppe pretese di Scamacca diretto centrale tra le sue braccia, trascorre quasi l’intera gara nel ruolo di spettatore non pagante. Poi, proprio sul più bello, firma la frittata della giornata: calcola malissimo i tempi della parata e la traiettoria ingannevole della sfera nell’azione decisiva, trasformando una prestazione sufficiente in un’amara bocciatura.
Holm 6 – La catena di destra non è certo la direttrice principale lungo cui si sviluppa la manovra rossoblù, ma lo svedese gestisce la pratica con pragmatismo e senza sbavature evidenti. Mantiene bene la posizione difensiva, evitando leggerezze e garantendo la tenuta del blocco, guadagnandosi la sufficienza piena e gli applausi degli oltre settecento sostenitori saliti in trasferta.
Helland 6,5 – Prosegue nel suo percorso di maturazione a tappe forzate, mostrando una personalità sempre più spiccata. La sintonia tattica col suo connazionale Heggem appare ormai ben collaudata: tiene botta sui duelli fisici nei pressi dell’area e sbroglia diverse situazioni insidiose con apprezzabile pulizia d’intervento.
Heggem 6 – Offre per gran parte del match una prova di ottimo spessore tattico, francobollando gli attaccanti nerazzurri con puntualità e autorità da leader navigato del reparto arretrato. La sua prestazione quasi irreprensibile, però, viene un po’ sporcata nel momento chiave: sull’affondo di Samardzic manca di aggressività e gli concede un metro di troppo, un’esitazione fatale che sposta gli equilibri dell’incontro.
Alhassane 6,5 – Rappresenta la vera mossa a sorpresa nello scacchiere iniziale, preferito a sorpresa a Miranda. Dopo una ventina di minuti iniziali utili a rompere il ghiaccio e calibrare le distanze, prende confidenza con il terreno di gioco ed esplode in una prestazione di grande dinamismo. Macina chilometri sulla fascia, propone traversoni sempre velenosi e garantisce costante appoggio alla manovra offensiva facendosi trovare sistematicamente smarcato.
Odgaard 6 – Schierato di nuovo mezzala offensiva, non dimentica affatto la propria indole da attaccante: è infatti suo il primo squillo verso lo specchio difeso da Carnesecchi. Garantisce sostanza al centrocampo senza rinunciare ad inserirsi con tempi precisi negli spazi lasciati scoperti dalla difesa avversaria.
Ferguson 7 – Il motore e la mente dell’intera squadra. Si disimpegna in un lavoro a tutto campo di rara intelligenza: scende fin dentro la propria area di rigore per medicare le falle difensive e un attimo dopo si propone come raggio d’azione sulla trequarti avversaria per rifinire la manovra. Una prestazione totale e generosissima che lo vede alzare bandiera bianca solo nel finale, strozzato da lividi e crampi.
Pobega 6 – La contesa mediana contro le leve e la stazza di Ederson gli crea qualche grattacapo di troppo, costringendolo spesso al fallo o a finire al tappeto. Nonostante ciò non tira mai indietro la gamba, garantendo quell’equilibrio tattico preziosissimo per permettere alle ali di spingere senza scompaginare le coperture.
Bernardeschi 6,5 – Lanciato titolare nel suo classico ruolo di esterno d’attacco, risponde presente con una gara di alto profilo tecnico. Mette subito a dura prova i riflessi di Carnesecchi tramite una filata dalla distanza, per poi pescare Ferguson in area con un cross col contagiri. Nel finale fa correre un brivido lungo la schiena di Sarri sfiorando il gol con una conclusione a giro di rara bellezza.
Piccoli 5,5 – Rispetto alla buona prova offerta contro la Lazio appare decisamente più opaco e ingabbiato dalle maglie della difesa atalantina. Si fa notare soltanto quando riesce a deviare un pallone vagante nell’area avversaria, ma per il resto della contesa non riesce mai a trovare la stoccata vincente né ad impegnare severamente la retroguardia di casa.
Cambiaghi 6,5 – Uno dei più ispirati nell’arco dei novanta minuti. Al 51′ si inventa una giocata di classe pura con un bolide che si stampa sul legno a porta spalancata, un’esecuzione da applausi che meritava miglior fortuna. Con prestazioni di questo livello e questa continuità di rendimento, la sua presenza è destinata ad addolcire di molto il ricordo e la partenza di Rowe.
Dovbyk (15′ st) 5,5 – Tanto lavoro sporco e molta mole fisica messa al servizio della squadra, ma la mira e la brillantezza nei pressi dell’area di rigore restano ancora lontane dai giorni migliori.
Orsolini (15′ st) s.v. – La sua partita dura poco più di venti minuti: sfortunatissimo, deve abbandonare anzitempo la contesa a causa di un doloroso e speriamo non grave risentimento muscolare.
Amondarain (27′ st) 6 – Porta forze fresche in mediana e si segnala per un bell’inserimento in area a tre minuti dal termine, vanificato soltanto da un pizzico di frenesia al momento dell’impatto col pallone.
Zortea (27′ st) 6 – Subentra col piglio giusto e la mente sgombra, spingendo con coraggio sulla corsia destra e contribuendo a tenere alto il raggio d’azione della squadra nel momento di massimo sforzo.
Moro (35′ st) s.v. – Getta nella mischia per rilevare l’infortunato Orsolini nei minuti conclusivi, prova a velocizzare il palleggio in mezzo al campo.
Tedesco 6,5 – La sua creatura mostra una personalità a tratti straripante, prendendo d’autorità il pallino del gioco su un campo ostico e imponendo un possesso palla fluido ed efficacissimo per lunghi tratti. La squadra gioca, crea e convince sul piano dell’atteggiamento, finendo punita soltanto da un episodio episodico nel finale che rende il passivo oltremodo ingiusto. Rimedia un cartellino giallo per eccesso di foga nel difendere i suoi dalla panchina.
Arbitro Doveri e assistenti 6 – Direzione di gara complessivamente solida, quella del fischietto di Roma: tiene sotto controllo i toni agonistici del match senza ricorrere ad un uso sconsiderato dei cartellini, lasciando correre il gioco nei contatti marginali. Da analizzare meglio la decisione di allungare il recupero nella ripresa: i quattro minuti inizialmente assegnati diventano cinque, ma Samardzic segna il gol decisivo addirittura all’inizio del sesto.
Mario Sacchi
© Riproduzione Riservata
Foto: Marco Luzzani/Getty Images (via OneFootball)


