01/03/2026
Luca Baccolini
OneFootball, Palla al centro

Il Bologna deve farsi trovare pronto: contro il Pisa una partita che vale più di tre punti

Tempo di Lettura: 2 minuti

La classifica, a questo punto della stagione, non ammette interpretazioni: o accorci le distanze adesso, o resti a guardare.

Pisa-Bologna è una partita che vale più dei tre punti che assegna, perché cade nel momento in cui l’Atalanta ha un po’ rallentato, perdendo in superiorità numerica col Sassuolo dopo le gioie di Champions, e ha lasciato intravedere una vulnerabilità che fino a pochi giorni fa sembrava solo teorica.

È lì che il Bologna deve farsi trovare pronto, senza calcoli al ribasso e col vento in poppa dell’Europa League ancora viva. Italiano, che era stato persino messo in discussione da una parte non irrilevante della tifoseria, non arriva a questo appuntamento per caso. Il passaggio al 4-3-3 ha riportato ordine dove c’era dispersione.

Un aggiustamento tattico che ha tolto di mezzo gli orpelli di un trequartista ormai impossibile da sostenere. Con questa scelta il tecnico ha restituito coerenza alla struttura: tre centrocampisti veri, ampiezza costante, meno uomini costretti a giocare fuori ruolo o fuori contesto. Soprattutto, meno vulnerabilità centrale, che era stata la crepa più evidente nel periodo negativo.

Il rientro a pieno regime di Lucumí ha cambiato la qualità della costruzione e la sicurezza collettiva. Con un centrale capace di portare palla e di verticalizzare senza forzature, il Bologna ha smesso di abbassarsi in modo sistematico per uscire dalla pressione. La squadra è più corta, più compatta, più reattiva, anche quando perde il possesso. E accanto a lui Freuler, nonostante la renitenza a firmare il rinnovo del contratto, è tornato a fare il suo mestiere: leggere, schermare, tenere in equilibrio il sistema.

Il dato che conta è la sensazione di controllo. Nelle ultime uscite il Bologna ha concesso meno tiri puliti e meno imbucate centrali. Difende in avanti, accorcia con decisione, non si fa più schiacciare da una palla persa. Questo consente anche agli esterni di ricevere in condizioni migliori (vedi le galoppate di Rowe) e alla squadra di alzare il baricentro senza scomporsi.

A Pisa, contro una squadra virtualmente retrocessa, servirà proprio questo: maturità, gestione, capacità di imporre ritmo senza concedere episodi. Perché quando rincorri l’Europa non puoi scegliere le partite ‘giuste’: devi vincere quelle che il calendario ti mette davanti, specie se davanti hai una concorrente che potrebbe farti rientrare in corsa (anche perché dopo il Pisa ci sarà il Verona, anch’esso a fondo classifica).

L’Atalanta ha, suo malgrado, dato un segnale. Ora tocca al Bologna dimostrare di averne colto il significato.

Luca Baccolini

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Foto: Alessandro Sabattini/Getty Images (via OneFootball)

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