16/08/2026
Riccardo Rimondi
OneFootball, Calciomercato, Palla al centro

Reparto per reparto, l’analisi della rosa del Bologna a pochi giorni dal via del campionato

Tempo di Lettura: 3 minuti

Una nuova guida tecnica e la conseguente necessità, da parte della squadra, di assimilare i nuovi dettami e le nuove richieste. La volontà di Domenico Tedesco di avere a disposizione una rosa snella, alla luce dell’assenza di impegni infrasettimanali. Una stagione senza Europa a cui guardare in termini di potenziali rotazioni. Reparto per reparto, proviamo ad analizzare la rosa del Bologna a pochi giorni dal via del campionato, con l’esordio fissato per lunedì 24 agosto al Dall’Ara contro la Lazio.

PORTIERI – Stop al dualismo, gerarchie chiare: questa la linea scelta tramite la cessione di Ravaglia al Watford e la promozione di Pessina come secondo alle spalle di Skorupski. Una scelta coraggiosa che denota grande fiducia nei confronti del classe 2007, pronto a giocarsi le proprie chance qualora il portiere polacco non dovesse garantire continuità fisica, come successo nell’ultima stagione.
Il terzo slot al momento è occupato dal finlandese Happonen, altro classe 2007, che potrebbe alternarsi tra Prima Squadra e Primavera col nuovo acquisto Giacomone (2008).

DIFENSORI – Tutta da decifrare la situazione dei difensori centrali: Lucumí è ormai della Juventus ma il Bologna annovera comunque altri 4 centrali, questo significa che senza l’uscita di Casale (difficile da piazzare) il pacchetto a disposizione di Tedesco potrebbe anche rimanere questo. E senza un sostituto all’altezza del colombiano, è lecito non dormire sonni tranquilli.
Da interpretare anche la situazione di Vitik, protagonista di una difficile stagione d’esordio in Italia: oggi la coppia norvegese formata da Heggem ed Helland sembra quella indiziata per la titolarità, pertanto (a maggior ragione se dal mercato dovesse arrivare un rinforzo) quanto spazio e continuità potrà effettivamente trovare il ceco in un’annata senza Europa?
Maggiormente delineato lo scenario relativo ai terzini: l’incoraggiante rientro di Holm, se finalmente accompagnato da una buona tenuta fisica, dovrebbe garantire allo svedese tanti minuti sulla destra, con Zortea e De Silvestri alle sue spalle. Sulla sinistra, invece, la qualità e l’esperienza di Miranda accompagneranno l’ambientamento e la crescita della new entry Alhassane.

CENTROCAMPISTI – Numericamente parlando, il reparto mediano sarebbe anche saturo, ma permangono alcuni dubbi da risolvere. Proseguirà davvero l’esperimento di Bernardeschi nelle vesti di interno o il numero 10 verrà riportato in posizioni e funzioni a lui più consone? Cosa ne sarà di Odgaard, che Tedesco vede come trequartista? Solo una variante tattica?
Ferguson e Pobega possono garantire quei gol che ci si aspetta dalle mezzali, Amondarain ha bisogno di tempo per trovare la propria collocazione tattica in un calcio completamente diverso da quello argentino, così come sarebbe rischioso accelerare troppo il percorso di crescita del pur interessante Libra.
Infine, con l’addio di Freuler, chi porterà alla causa letture adeguate e veloci, con tempi di gioco idonei, e quantità nei contrasti? Il redivivo El Azzouzi e il mai titolarissimo Moro, pur coi loro punti di forza, non sembrano rispondere pienamente a tali interrogativi.

ATTACCANTI – Forse il reparto più lungo, completo e di livello: la certezza realizzativa di Orsolini, prossimo al rinnovo contrattuale, il talento di Rowe, voglioso di imporsi definitivamente, la quantità di Cambiaghi, l’esperienza e la classe di Bernardeschi che, con l’uscita di Dominguez, dovrebbe via via tornare a calpestare zolle per lui più naturali: un gran bel pacchetto di esterni offensivi per una squadra che si appresta a vivere una stagione senza coppe.
Una vera e propria rivoluzione copernicana ha invece investito le punte: fuori Castro e Dallinga, dentro Dovbyk e Piccoli. Il primo rappresenta un numero 9 più classico e d’area di rigore, a cui appoggiare maggiormente palla addosso, mentre il secondo risulta un profilo più esplosivo e in grado di attaccare bene la profondità, dando quindi alla squadra la possibilità di giocare maggiormente il pallone nello spazio. Le incognite sono legate alla continuità fisica dell’ucraino, ancora da ritrovare dopo un’annata davvero complessa, e alla prolificità dell’italiano, che in Serie A ha centrato la doppia cifra solo una volta. Ma di sicuro Tedesco ha a disposizione due centravanti che, se sapranno cancellare le incognite, pagheranno dividendi interessanti.

IN CONCLUSIONE – La dirigenza ha fissato nel tentativo di ritornare in Europa il proprio obiettivo stagionale. Fermo restando che il Bologna disputerà 10-15 partite in meno rispetto al 2025-2026, un fattore da non sottovalutare poiché Tedesco avrà a disposizione l’intera settimana per allenare il gruppo, l’organico sembra certamente competitivo per stazionare nella parte sinistra della classifica ma, per provare ad insidiare concretamente il treno delle prime 7, le aggiunte di un difensore centrale e di un centrocampista potrebbero rivelarsi determinanti. Risorse economiche e spazio in lista di sicuro non mancano.

Riccardo Rimondi

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Foto: Steve Bardens/Getty Images (via OneFootball)

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